martedì 7 dicembre 2010
Il mio primo Allen
Prima o poi tutto si fa nella vita. Anche andare a vedere un film di Woody Allen per la prima volta. E così fu. Un piccolo grande evento a cui la mia mente perversa si è voluta dedicare. Ma cosa racconta il film? Un pregio di allen è quello di saperti spogliare e fotografare perfettamente un persoanggio, raccontarti tutto di lui, renderlo persino interessante. Quindi, in un'ora e mezzo di film, si snodano le vicende di svariati personaggi, tutti legati fra loro da parentele o amicizie, che si attraggono l'uno con l'altro. La telecamera li segue passo passo, sempre ravvicinata. Gli attori sono per lo più delle Star gia note al grande pubblico ...e questi sono i punti a favore.
Ma il film non è solo questo, anzi... Il ritmo è lento. Le storie e le vicende forse troppo banali e, cosa ben più grave, ti danno aspettative che non verranno mai concluse. Alla fine l'unica persona che risolve i suoi problemi è anche la prima che abbiamo conosciuto nel film, mentre le storie degli altri personaggi si bloccano senza un finale. Era un film minore di Allen, lo stesso regista lo aveva affermato, lo sarà pure il prossimo (con Owen Wilson e Carla Bruni), ma allora ci vien da chiedere: quando farà, Allen, un film "maggiore"??
venerdì 29 ottobre 2010
Quando un film ritorna al futuro
..quando mai potrà più accadere che un film, una vera pietra miliare, vecchio di 25 anni, possa essere riproposto al cinema ed io esser lì nella sala, come un ragazzino che aspetta un dono per natale? tutto questo è accaduto. e mi ritorvo a provar le stesse emozioni che un adolescente anni 80 ha potuto provare vedendolo nel suo tempo.
E' il tempo il protagonista di questo post. il tempo che non sembra sia passato dall'ultima proiezione del film in un cinema. il tempo che è un fattore fondamentale pure per la trama del film stesso. il tempo in cui mi sono sentito partecipe della visione del buon cinema di una volta. il tempo di chiudere queste poche righe di post. la potenza di un film si determina anche quando chi lo ha visto è soddisfatto e compaiciuto di ciò che ha fatto. Ritorno al futuro, pur avendo 25 anni, non li dimostra affatto. ha conservato la sua magia e la sua arte (aiutato da un nuovo smanattamento di colori). è sempre un paicere rivederlo, specialmente se all'interno di una sala cinematografica.
E' il tempo il protagonista di questo post. il tempo che non sembra sia passato dall'ultima proiezione del film in un cinema. il tempo che è un fattore fondamentale pure per la trama del film stesso. il tempo in cui mi sono sentito partecipe della visione del buon cinema di una volta. il tempo di chiudere queste poche righe di post. la potenza di un film si determina anche quando chi lo ha visto è soddisfatto e compaiciuto di ciò che ha fatto. Ritorno al futuro, pur avendo 25 anni, non li dimostra affatto. ha conservato la sua magia e la sua arte (aiutato da un nuovo smanattamento di colori). è sempre un paicere rivederlo, specialmente se all'interno di una sala cinematografica.
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